Fonduta di frutta

Fonduta di frutta
  • 30 minuti
  • Snack e Dolci
  • Bassa
  • 6 persone

La fonduta di frutta è un dolce dal fascino discreto che prende per la gola. Impossibile rimanervi insensibili.

Una ricetta semplice e inebriante, che ha tra i suoi protagonisti il Burro Président, il cioccolato fondente e la frutta

È davvero difficile non lasciarsi sedurre da questi deliziosi bocconcini di frutta, perfetti per concludere alla grande un pranzo o una cena con amici e parenti e ottimi per una merenda da re.

 

Preparazione

Per realizzare la fonduta di frutta scegliete della frutta mista di stagione e, se di vostro gradimento, anche frutta esotica. Dopodiché pulitela per bene, mondatela e tagliatela a tocchetti. Ad operazione conclusa, procedete a preparare la fonduta. 

Prendete una casseruola, metteteci il cacao e la farina setacciata con lo zucchero e mescolate gli ingredienti. Una volta mescolati, aggiungete anche il latte caldo, il tuorlo e il cioccolato fondente grattugiato in precedenza. 

Mescolate il preparato e mettetelo sul fuoco a fiamma bassa. Giratelo continuamente, fino a quando otterrete una crema liscia ed omogenea. Dunque spegnete il fuoco ed incorporate al composto il Burro Président, già ammorbidito a temperatura ambiente. 

Infine versate la crema nell'apposito recipiente da fonduta e disponete la frutta sopra un bel piatto da portata. 

Concludete la vostra fonduta di frutta sistemando il tutto in tavola e corredando l'allestimento con lunghi stecchini di legno, necessari per infilzare i vari pezzetti di frutta che verranno immersi nella fonduta. 

Completate la preparazione, disponendo la granella di mandorle dentro un piattino largo. Questo farà sì che, chi lo desidera, possa tuffarci il proprio tocchetto di frutta già ricoperto di cioccolato.

 

Curiosità

Una delizia che coccola il palato, il cioccolato è da sempre “il cibo degli dei”. Osannato da grandi nomi che gli hanno dedicato spazio nei loro scritti, questo alimento ha trovato ampia trattazione nella penna di molti letterati: da Alessandro Manzoni a Carlo Emilio Gadda, da questo a Tomasi di Lampedusa, da James Augustine Aloysius Joyce a Michail Afanas'evič Bulgakov. 

Non solo letteratura, ma anche cinema. Il cioccolato è infatti il protagonista di inquadrature “golose” e di trame “deliziose” nell'opera di numerosi registi. Partendo dal più recente Gran Budapest Hotel di Wes Anderson, i film che girano intorno a questa tentazione sono davvero tanti e utilizzano il cioccolato per raccontare storie. Ne sono esempio la Fabbrica di Cioccolato del regista Tim Burton, la pellicola di Lasse Hallström Chocolat e l'opera di Robert Zemeckis Forrest Gump, dove il cioccolato è metafora della vita. 

Una lunga lista, quella del cinema, che non può non ricordare il ruolo che questo “nettare” ha nel più datato L'agente Segreto di Alfred Hitchcock. Qui infatti, sarà una fabbrica di cioccolato il luogo, o meglio la base, da cui prenderà vita una cospirazione internazionale messa a punto dai tedeschi durante la prima guerra mondiale. 

Il cioccolato è una gioia seducente per il palato, che si trasforma in grandi e piccole golosità, non solo letterarie e cinematografiche, ma soprattutto culinarie. Visti i ricettari e i trattati che gli dedicano attenzione, non è difficile capire perché Napoleone III arrivò a liberare il cacao dal carico delle tasse.

 

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